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Club Alpino Italiano
Sezione di Pino Torinese

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Itinerari invernali in Valle Po

Briccas o Trucchet 2406 m
Monte Frioland 2720 m
Viso Mozzo 3019 m

Testa del Cervetto 2347 m

Partenza: Merie Bigoire (Oncino) 1498 m

Dislivello: 850 m

Difficoltà: salita facile su dorsale di cresta.

Tempo di salita: 3h

Tempo di discesa: 1h50’

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Imboccata la Valle Po, qualche chilometro dopo Paesana, si prende il bivio per Oncino e si prosegue sino alla borgata di Meire Bigoire (m 1498). La strada è decisamente stretta e nell'ultimo tratto, dopo una nevicata, può richiedere l'uso delle catene da neve.

Dalla borgata, dove si trova una bella fontana d'acqua, si prosegue per un centinaio di metri sulla strada che si innalza a destra della valle, verso l'Alpe Tartarea. Si attraversa il torrente su un ponte pedonale e si inizia a risalire il tratto di boschina.

Usciti sulla dorsale finalmente sgombra dagli arbusti, si continua a risalire per ampi dossi che fanno sembrare la meta sempre più vicina. Per evitare facili illusioni ottiche, è sempre bene tenere come punto di riferimento il colle del Cervetto, in fondo alla valle, rispetto al quale è allineata la cima.

Dalla dorsale prospiciente alla cima, lo sguardo si estende verso la pianura, con un buon scorcio sul Gran Paradiso e il Monte Rosa. Il Monviso è sempre incombente per tutta la salita. Dalla parte opposta, la vista si ferma alla Testa della Guardiola e alla Riba del Gias.

É possibile concatenare la salita a questa ultima cima ed eventualmente scendere dal Colle del Cervetto: questo itinerario, restando sempre all'ombra, offre neve migliore ma anche temperature decisamente più fredde. Altrimenti, in discesa si ripercorre l'itinerario di salita, cercando la neve migliore al di sotto della dorsale di cresta.


Briccas o Trucchet 2406 m

Partenza: Brich (Crissolo) 1427 m

Dislivello: 979 m

Difficoltà: salita facile.

Tempo di salita: 3h

Tempo di discesa: 1h50’

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Dal paese di Crissolo si prosegue in direzione di Pian del Re. Dopo qualche tornante, appare una deviazione verso destra con l'indicazione per la borgata di Brich. Si segue la strada sino alla piccola borgata, dove si lascia l'auto. Una fontana consente di riempire le borracce. Dal paese si risale per il sentiero verso il colle delle Porte o, nel caso in cui si perdesse, si risale il costone che molto chiaramente risale verso la cima del Briccas. L'itinerario è evidente; d'altra parte la neve in inverno inizia poco sopra Brich, e diventa comunque difficile seguire esattamente il sentiero. Il pendio si mantiene con una pendenza ottimale per le racchette.

Il panorama raccoglie tutta la valle Po ed il Monviso è sempre sullo sfondo. Dalla cima del Briccas la vista si apre sulla pianura e sulle montagne circostanti. La discesa si effettua per la stessa via di salita, o scendendo verso il colle delle Porte da cui, per inciso, sarebbe possibile anche risalire. Puntare verso il colle richiede però un lungo tratto di traversata sulla dorsale del Briccas, il che può risultare più scomodo della salita diretta.


Monte Frioland 2720 m

Partenza: Brich (Crissolo) 1427 m

Dislivello: 1293 m

Difficoltà: image salita (e discesa) impegnativa, con tratto finale ripido; da compiere solo in condizioni di neve sicura.

Tempo di salita: 4h30'

Tempo di discesa: 2h30’

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La salita al Frioland potrebbe costituire la logica continuazione dell'itinerario precedente. Ad ogni modo, occorre salire sino al colle delle Porte. Da qui si risale sulla cresta che presenta tratti anche ripidi, ma in un ambiente che la neve rende maestoso.

La cima offre un panorama grandioso. Sul versante nord, la ripida parete sprofonda per centinaia di metri nella valle sottostante. Dall'altro lato, il panorama si estende dalla Testa di Cervetto al Monviso. La discesa si svolge sulla cresta opposta a quella di salita, verso il colle del Frioland. Il primo tratto è ripido e occorre qualche precauzione.

Dal colle si prosegue per la dorsale, sino ad individuare il sentiero che, con ampi tornanti, scende nel vallone, verso la Maire Muande. Di qui si attraversa il vallone (che raccoglie la caduta delle valanghe dai versanti superiori), e si prosegue sul versante opposto, ben esposto al sole, sino a raggiungere la strada e, di nuovo, la borgata di Brich.


Viso Mozzo 3019 m

Partenza: Pian della Regina 1714 m

Dislivello: 1305 m

Difficoltà: image salita (e discesa) impegnativa nell’ultimo tratto, da percorrere con neve sicura.

Tempo di salita: 4h

Tempo di discesa: 2h30’

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Dal Pian Melzè si scende verso il torrente (guarda caso il Po) e lo si attraversa, puntando verso uno skilift che sale sul costone sulla destra orografica. Si prosegue per la stradina o pista di discesa sino al suo termine, dove si scorgono tracce di sentiero.

Si risale per il vallone puntando verso il lago Chiaretto, che rimane nascosto sino all'ultimo, quindi si prosegue con ampio itinerario circolare sino a risalire sul costone che si diparte dalle pendici del Viso Mozzo.

Si entra così nel vallone compreso tra il Viso Mozzo ed il Monviso. Si percorre interamente il tratto in falsopiano sino al colle che in realtà delimita il Lago Grande del Viso, in vista del rifugio Quintino Sella. Quest’ultimo tratto può essere battuto da qualche valanga.

La via di salita al Viso Mozzo percorre il tratto chiaramente innevato (e ripido) tra le rocce, sino a raggiungere la cresta e di lì a poco la cima, su cui è eretta una croce di foggia forse un pò troppo moderna. La discesa si svolge per la stessa via di salita.


NOTA BENE

Gli itinerari descritti possono risultare più o meno impegnativi a seconda delle condizioni della neve, del meteo, della condizione fisica di chi li percorre.
La descrizione degli itinerari è volutamente poco dettagliata per non privare del piacere della scoperta ed anche per la difficoltà di indicare la presenza di chiari segni di riferimento che non siano coperti dalla neve; è bene quindi verificare sempre il percorso su una cartina.
Le condizioni di neve sicura sono necessarie per qualsiasi itinerario ove vi siano pendii carichi di neve.
Non si assume alcuna responsabilità per quanto riguarda la corrispondenza di quanto sopra esposto con le condizioni reali del percorso o per la sua interpretazione, o comunque per quanto altro possa dipendere da fattori oggettivi e soggettivi.


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